ORMONI TIROIDEI


Valori ematici normali T3: 80 - 180 mg / dl
Valori ematici normali T4: 4.5 - 13 mg / dl

 Lo iodio inorganico introdotto nell'organismo attraverso la dieta circola nel sangue sotto forma di ioduro per essere poi assimilato dalle cellule della tiroide dove viene ossidato a iodio molecolare. Lo iodio viene successivamente incorporato enzimaticamente negli ormoni T3 (Triiodiotironina) e T4 (Tiroxina). Questi due ormoni possono essere immagazzinati all'interno della ghiandola legati alla tireoglobulina oppure circolare nel sangue legate a proteine di trasporto (le piccole quote dei due ormoni liberi sono siglate con FT3 ed FT4). Una volta entrati nelle cellule bersaglio (T4 si trasforma in T3), gli ormoni tiroidei manifestano la loro azione biologica: aumento delle ossidazioni con consumo di ossigeno e sviluppo di energia sotto forma di calore per aumento del metabolismo basale.


posizione della ghiandola tiroide
la tiroide è localizzata nella
regione anteriore della base del collo


Perchè si esegue l'analisi?
 T3 e T4 vengono spesso ricercati per confermare una diagnosi di ipotiroidismo o ipertiroidismo. Qualche volta, per la diagnosi di disfunzioni tiroidee secondarie derivanti da alterazioni dell'asse ipotalamo - ipofisi, viene dosato anche l'ormone ipofisario TSH la cui funzione è quella di stimolare la tiroide a produrre i suoi ormoni. In condizioni normali il tasso di TSH è basso quando la quantità di ormoni tiroidei è equilibrata. Viceversa, quando questi ultimi sono a basse concentrazioni (ipotiroidismo), l'ipofisi, per un meccanismo automatico, produce più TSH che va a stimolare la tiroide. Ciò produce la comparsa del gozzo per iperplasia compensatoria della tiroide che viene stimolata a produrre più ormoni. In altri casi il gozzo può dipendere da problemi del sistema immunitario (morbo di Basedow - Graves) in cui autoanticorpi del soggetto agiscono sui recettori del TSH a livello della tiroide provocando quindi un'eccessiva produzione di T3 e T4.


Andamento dei principali test di funzionalità tiroidea


Schema degli ipo- ed ipertiroidismi




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© 2001 Marco Olivieri