SIDEREMIA


Valori ematici normali: 1 - 1,2 mg / litro

 La sideremia indica il tasso di ferro nel sangue. Questo elemento è costituente di molti pigmenti respiratori (emoglobina, mioglobina, citocromi, enzimi ecc.) ed è introdotto nell'organismo attraverso la dieta. A livello intestinale viene legato ad una proteina detta apoferritina per formare la ferritina, da cui può essere ceduto al plasma per essere destinato ai vari tessuti.



Globuli rossi al microscopio ottico


Perchè si esegue l'analisi?
 Un abbassamento della sideremia si riscontra nelle anemie, in seguito ad emorragie e traumi. Nella donna si può avere iposideremia, cioè carenza di ferro, anche durante il ciclo mestruale e/o gravidanza. In alcuni casi l'iposideremia si manifesta come sindrome di Plummer-Vinson, caratterizzata dalla classica triade di disfagia, anemia sideropenica e varici esofagee. Questa sindrome è associata ad un aumento del rischio di carcinoma squamoso della faringe e dell'esofago; per questo i pazienti richiedono una attenta sorveglianza. Un adeguato apporto di ferro aiuta a prevenire i sintomi comunemente associati all'anemia quali cefalea, difficoltà di concentrazione, astenia e nausea.
Al contrario invece, in una condizione ereditaria detta emocromatosi si ha un accumulo di ferro (ipersideremia) dovuto ad eccessiva introduzione alimentare.



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© 2001 Marco Olivieri